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Rapporto banche impresa Italia: come sbloccarlo?

Rapporto-imprese-banche
 
E’ noto che la recessione fa aumentare le sofferenze bancarie ed il sistema bancario per difendersi e per ridurre i rischi riduce il credito alle imprese.
E’ il più classico dei circoli viziosi che però non aiuta alcuno, anzi induce il sistema ad enfatizzare le negatività dei risultati della produzione industriale.
Allora come fare per far ripartire i consumi e la produzione? 
 
Bisogna interrompere la prociclicità in sintesi sopra riportata aggravata dal sistema di regole introdotte con Basilea 2 e 3 per innalzare il livello patrimoniale delle banche. 
Gli effetti del concorso di questi fattori ha prodotto i suoi risultati più negativi nei confronti delle PMI le quali, com’è noto, hanno minor potere negoziale nei confronti del mondo finanziario.
 
Finora le istituzioni finanziarie e di vigilanza europee hanno posto in essere interventi che, al di là delle intenzioni, hanno rafforzato di fatto solo il sistema bancario - che negli anni immediatamente successivi al 2007 ha rischiato seriamente di collassare sotto il peso dei crediti deteriorati – e non anche la possibilità per le PMI di accedere a fonti di finanziamento.
Sbloccare il rapporto banche-imprese/imprese-banche (senza le une le altre non potrebbero sopravvivere e viceversa) costituisce la chiave di volta per uscire (non timidamente come sembra ma) definitivamente dalla crisi oramai strutturale nella quale l’Italia e gran parte dei Paesi europei si trova.
Chiave di volta che non può che riguardare solo le imprese piccole e medie le quali sfuggono alle valutazioni delle società di rating che, invece, riescono ad esprimerli per quelle di maggiori dimensioni.
La situazione appare ancor più centrale ed urgente se si considera che la fonte di finanziamento – quasi esclusiva - delle PMI (ad eccezione dei mezzi propri) è rappresentata dal credito bancario. E’ noto, infatti, che in Italia gli strumenti creditizi alternativi non si sono mai diffusi, ad eccezione di un timido tentativo di far crescere lo strumento dei mini bond.
 
Perché allora non creare strumenti innovativi da affiancare a quelli tradizionali di garanzia collettiva/diluizione del credito ?
Perché non creare - anche su base nazionale e/o comunitaria con una matrice pubblica e con il concorso delle Banche - strutture idonee a certificare il rating delle singole PMI, al pari di quanto già avviene con le grandi imprese e le società di rating ?
Un sistema di certificazione affidabile pubblico/privato dei rating, accompagnato dalle forma di garanzia collettiva e/o pubblica consentirebbe di dare maggiore certezze e garanzie alle banche da un lato e, dall’altro,  darebbe alle imprese di uscire dal blocco creditizio in cui in questo momento continuano a trovarsi; blocco che non solo non consente nuovi progetti ma che fa perdere continuamente quote di mercato ad un sistema che rappresenta per il ns. Paese oltre il 90 % del tessuto imprenditoriale.
Non solo ma si renderebbe molto più semplice la circolarizzazione e la “commerciabilità” delle operazioni erogate nell’ambito dei mercati finanziari.
La vera sfida accanto a quella di creare un soggetto che possa generare valutazioni affidabili per il sistema è far sì che lo stesso sia immune da qualunque -anche solo potenziale- conflitto d’interesse.
 
Alessandro Limatola
 
 

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